Siglare un contratto di fideiussione assicurativa Roma potrebbe essere l’ultima spiaggia a cui approdare dopo un certo lasso di tempo che si è speso alla ricerca dell’ottenimento di un prestito. Molte persone hanno estrema certezza di essere persone corrette, puntuali e risparmiose, ma sulla carta potrebbero non risultare così credibili ad un ente assicurativo oppure ad una banca o una finanziaria. Quando si richiede un prestito ciò che si desidera è un certo quantitativo di denaro che si promette di rimborsare nel corso di anni, attraverso una serie di rate mensili che includono non solo il denaro da restituire ma anche una percentuale di interesse variabile. Il problema è che chi è disposto a darcelo vuole anche avere la certezza di non rimetterci e di non incappare in persone truffaldine o che, per quanto oneste, non siano in grado di gestire le proprie finanze tanto da poter rimborsare questo prestito.

Naturalmente se venissero concessi prestiti a chiunque, forse le persone non sarebbero neanche così predisposte a restituire questo denaro, infondo se non ne hai non possono certo togliertene e questo potrebbe essere un ragionamento pericoloso perché il sistema finanziario collasserebbe.
Ci sono delle restrizioni che sono d’obbligo per tutelare un po’ tutti, erogatori e consumatori, e il contratto di fideiussione nasce un po’ con l’intento di soddisfare entrambe le parti, trovando una soluzione alternativa che adesso andremo ad illustrare nella seconda parte di questo articolo.
Cosa prevede nel concreto un contratto di fideiussione: scopriamolo.
La fideiussione è un contratto per mezzo del quale viene aggiunto un terzo interlocutore all’interno del procedimento volto a concordare un prestito. Facendo un esempio pratico: se ci rivolgiamo ad un ente assicurativo per avere in prestito 20.000 €, di solito dobbiamo offrire delle garanzie. Queste garanzie potrebbero essere date da una busta paga che riporta un determinato reddito solido e fisso, magari conseguente ad un contratto a tempo indeterminato.
A volte non è comunque sufficiente perché i controlli che gli enti assicurativi fanno coprono anche la solvibilità del datore di lavoro vale a dire, che se abbiamo un contratto a tempo indeterminato ma lavoriamo per un’azienda che viene considerata a rischio, poco solida e che non sempre garantisce di pagare i suoi dipendenti perché non ha la liquidità necessaria, non sarà per nostra responsabilità ma non verremo comunque ritenuti idonei e affidabili perché non si avrà la certezza che potremmo restituire questa cifra. Purtroppo, vista la frequente situazione di crisi economica data negli ultimi decenni, questi casi stanno aumentando esponenzialmente ed è qui che la fideiussione entra in gioco perché estende il campo di possibilità di erogazione del prestito. Se, dunque, abbiamo bisogno di soldi ma non abbiamo tutte quelle qualità e quelle garanzie che vengono richieste per ottenerli possiamo chiedere a una terza persona di aiutarci ed esporsi finanziariamente per noi ovvero presentare le sue credenziali e garantire di risarcire l’ente assicurativo al posto nostro in caso noi mancassimo di farlo.
La fideiussione ha un costo di gestione della pratica, una commissione che va ad aggiungersi agli interessi sul prestito.